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Apple un anno d'oro in borsa

Il 2010 per gli azionisti di Apple è stato un anno da incorniciare, con un +50% rispetto all'anno precedente. E gli altri cos'hanno fatto?
di Maurizio Ceravolo
Fra i miei interessi, c'è anche la finanza. Strano a dirsi per un geek, ma mi interessano e incuriosiscono anche le dinamiche del mondo economico. In particolar modo di quello che gravità intorno all'IT.

Per questo mi ha interessato molto leggere questo articolo del Sole24Ore, in cui viene fatta la cronistoria degli eventi Apple dell'anno, corrispondentemente all'andamento di borsa.

La conclusione dell'articolo ci dice che per gli azionisti è stato un anno straordinario. Le azioni hanno totalizzato un +50%. Il che vuol dire che se avessi investito 10.000 euro alla fine del 2009 ora avrei in tasca 15.000 euro. Non male considerando che quest'anno la borsa italiana ha perso circa il 15% rispetto all'anno precedente e che un titolo di stato ha un rendimento inferiore al 2%.

Altra nota di lustro nell'annata, ci informa sempre l'articolo, è l'inserimento nel catalogo digitale di iTunes della discografia dei Beatles, dopo anni di corteggiamento. Un successo anche questo, con due milioni di canzoni scaricate in una settimana.

Con la performance dell'anno, Apple è diventata la società tecnologica di maggior capitalizzazione del listino USA. Un risultato incredibile per una società che alcuni anni fa è stata quasi per fallire ed è stata salvata con soldi di Microsoft, che l'aveva tenuta in vita per non avere problemi con l'antitrust.

Finito l'articolo, mi sono chiesto come sono andati gli altri attori della scena tecnologica internazionale, ovvero Google e Microsoft. Ho escluso dall'analisi Facebook, in quanto ancora non quotata in borsa. Ovviamente ci sono altri big tecnologici, come ad esempio Cisco o Oracle, però mi sono voluto soffermare su quelle società che fanno parlare di più i media.

Per soddisfare la mia curiosità, sono andato a vedere i grafici dei tre su Yahoo Finanza. Ed ho visto qualcosa di interessante.

Come già detto Apple ha la maggiore capitalizzazione con 296 miliardi dollari, segue Microsoft con 239 ed ultima Google con 190.

Dal punto di vista dell'andamento delle azioni vediamo che al contrario di Apple, Google (-5%) e Microsoft (-10%) hanno perso ques'anno. Questo non significa che siano in perdita. Anzi sono società che fanno profitti spaventosi. Però l'andamento delle azioni non è necessariamente legato ai profitti o alle perdite. È legato alla capacità dell'azienda di migliorare o peggiorare la propria situazione finanziaria, anche rispetto ai concorrenti. Ed è anche legato alla capacità di "infodere fiducia" agli investitori. In pratica la speranza di guadagni futuri potrebbe aumentare di molto il valore delle azioni. Come successe 10 anni fa alle azioni di Tiscali, che assunsero valori stellari, di molto superiori al proprio fatturato. Di questi argomenti ne avevamo anche parlato in Microsoft: Ballmer sta per uscire di scena?

apple borsa 2010
Andamento azioni Apple 2010 - clicca per ingrandire (Fonte Yahoo)

Microsoft borsa 2010
Andamento azioni Microsoft 2010 - clicca per ingrandire (Fonte Yahoo)


Google borsa 2010
Andamento azioni Google 2010 - clicca per ingrandire (Fonte Yahoo)


Borsa USA 2010
Andamento azioni comparato 2010 - clicca per ingrandire (Fonte Yahoo)

 

L'ultimo grafico compara l'andamento delle azioni Microsoft (blu), Apple (verde), Google (rosso) con gli indici della borsa USA, Dow Jones (viola) e Nasdaq (arancione).

Come si vede l'indice di riferimento del listino USA, il Dow Jones ha guadagnato circa il 10%. Il che significa che il valore complessivo di tutte le aziende USA in un anno si è apprezzato della stessa percentuale. Il Nasdaq che è l'indice che racchiude le società tecnologiche ha raggiunto circa il +17%.

In questa ottica si capiscono megli i risultati delle tre società. In un'annata in cui le società tecnologiche hanno fatto guadagnare bene i loro azionisti, Google e Microsoft invece hanno avuto performance abbondantemente sotto la media del mercato. Mentre Apple ha sovraperformato.

È difficile dire come andrà il nuovo anno, anche perchè gli effetti della crisi finanziaria iniziata nel 2007 ancora non sono stati cancellati.

Forse l'unica cosa certa è la prossima quotazione in borsa di Facebook, passo obbligato nell'espansione della società, per finanziare un suo ulteriore sviluppo e permettere ai proprietari attuali di capitalizzare i successi di questi ultimi due anni. Se sarà questo il passo, io personalmente farei il pensierino a comprare delle azioni del gigante dei social network. Nel caso di Google, il primo anno di euforia di borsa diede guadagni agli investitori a 3 cifre, per poi stabilizzarsi. Sono pronto a scommettere che per la creatura di Zuckerberg accadrà la stessa cosa.
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