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Facebook valutato 50 miliardi. È eccessivo?

Il gigante dei social network è stato valutato 50 miliardi di dollari a seguito dell'ingresso nel capitale della banca d'affari Goldman Sachs. Ma li vale davvero?
di Maurizio Ceravolo
In questi giorni a quanto pare sono in vena di scrivere su temi finanziari, dopo il post Apple, un anno d'oro in borsa, che ha avuto anche un bel riscontro, essendo l'articolo più letto del mese.

Il tema di oggi è praticamente scontato, essendo rimbalzato per i principali siti e giornali finanziari. Ovvero Facebook è valutato oggi 50 miliardi di dollari. Mica bruscolini. E combatte per diventare il primo sito della rete.

Da dove nasce questa valutazione? C'è da dire per prima cosa che è assolutamente ufficiosa. In quanto per adesso Facebook non è quotato in borsa. Quindi non c'è nessun parametro oggettivo che da una misura. i 50 miliardi vengono dalla notizia che Goldman Sachs è entrato nel capitale di Facebook con 450 milioni di dollari e i russi di Digital Sky Technologies lo hanno fatto con 50 milioni di dollari. Acquisendo quindi una percentuale della società. Quindi gli analisti hanno fatto un conto semplice. Se i nuovi entrati hanno acquisito tot pagando 500 milioni di dollari allora significa che la società vale 50 miliardi. Il tot facendo la divisione dei due numeri è l'1%.

Facendo un esempio facile facile. Se qualcuno volesse entrare in ideativi prendendone il 5% e portando 50 mila euro, significa che la società vale un milione di euro. L'esempio è puramente casuale. :-)

Come ho già detto la società non è quotata in borsa, ma presto o tardi questo avverà. E' un passo obbligato per trovare nuovi capitali per finanziare l'espansione. Da Palo Alto fanno sapere che non c'è fretta. Probabilmente vogliono aspettare un altro anno per fare in modo che i valori di mercato tornino ai livelli pre-crisi del 2007. In modo da prendere il massimo dall'IPO.

Qui finisce la notizia e partono le considerazioni. Premesso che io non sono un analista finanziario, ma un ingegnere. A cui piace, però, capire come funzionano le cose. E a me all'università per anni hanno fatto una testa così che bisogna sempre basarsi sui numeri e non sulle impressioni.

Sono anni che mi interesso di finanza, e spesso leggo notizie, o i commenti degli esperti. E tanto volte ho letto che per capire se una società è sovrastimata o sottostimata si usa il metodo dei moltiplicatori. Basicamente si prendono alcuni parametri oggettivi, come ad esempio gli utili, il fatturato o i dividendi e si fa un rapporto fra il valore della società ed uno di questi valore. Il risultato prende il nome di multiplo e tanto più è alto tanto la società è sopravvalutata.

Ma come fa una società ad essere sopravvalutata in un mondo di analisti finanziari che dovrebbero analizzare le cose scientificamente? Semplice perchè ci sono i consulenti non seri che ti fanno acquistare azioni ed obbligazioni di società che stanno per fallire come la Cirio e la Parmalat sperando di fare in tempo con la speculazione a prendere lauti guadagni. Dove c'è più rischio, c'è sempre più guadagno (o anche perdite stellari). O anche perchè con internet e l'home banking, il mondo è pieno di persone che prendono la borsa come giocare al casino (infatti si parla di giocare in borsa). E poi ci sono gli speculatori che di lavoro scommettono sulle perdite e su queste ci guadagnano. Ed infine ci sono quelli che investono indebitandosi. Come hanno fatto tante banche d'affari e non americane nel 2007 portando il mondo alla più più grande crisi finanziaria della storia. E per fortuna una volta tanto la nostra Italietta è andata meglio degli altri, perchè il nostro sistema bancario non ha avuto ripercussioni.

Quindi molto spesso le valutazioni delle società vengono fatte in preda alla paura anche irrazionale alle volte, per eventi marginali (in effetti sui mercati finanziari spesso vale l'effetto farfalla), altre volte per le mode o per le speranze che gli investitori investono in una società, per via di un CEO carismatico o spinto dai media. Il che è abbastanza frequente. E questo accade molto spesso. Anche non nel mondo finanziario. Si pensi al premio Nobel per la pace dato ad Obama, per non aver fatto assolutamente nulla ancora, all'inizio del suo mandato, ma solo per la speranza di cambiamento di un presidente nero.

E questa cosa in ambito finanziario è successa anche 10 anni fa in Italia con Tiscali. Che ne 2001 aveva raggiunto valori stellari di capitalizzazione. Nell'epoca prima dello scoppio della bolla dot.com e della new economy il mercato credeva tanto nelle possibilità di una società che operava su internet (al solito la gente crede in quello che non conosce, dal medioevo non è cambiato nulla), che le azioni di Tiscali erano arrivati a valere 1147 euro l'una, mentre oggi valgono 8 centesimi l'una. Con tali finanziamenti dal mercato, Tiscali ha potuto fare una espansione enorme, acquistando società in tutto il mondo. Che però finita l'euforia ha dovuto rivendere tutto perchè il fatturato della società non è mai stato al livello della valutazione che aveva in borsa. Oggi Tiscali fattura circa 150 milioni di euro l'anno e in piena new economy valeva svariati 17 miliardi di euro, più della FIAT di allora. Ora capitalizza circa 200 milioni di euro. Qui potete trovare uno specchietto delle valutazioni delle dotcom italiane allora e mestamente ora. Ad esempio Fastweb ora vale un decimo di allora, Seat Pagine Gialle meno di un ventesimo. Se vi interessa invece la storia di tiscali qui potete scaricare un powerpoint interessante che ho trovato sul sito dell'università di Pisa (l'ho scaricato e messo sul nostro dominio per evitare che il link posso un giorno rompersi).

Ricordandomi della new economy, mi sono quindi chiesto, ma per valere 50 miliardi, quanto fattura Facebook? Stando ad un articolo del Sole24Ore il fatturato 2010 dovrebbe essere intorno ai 1,5 miliardi di dollari. Il che vuol dire che vale 32/33 volte quello che fattura. Purtroppo non si sa nulla dei costi, e quindi se per adesso Facebook è ancora in perdita come si vociferava qualche tempo fa, o ha iniziato a generare utili. Ad onor del merito si stima che nel 2011 dovrebbe tagliare i 2 miliardi di fatturato prima di quello che sono riusciti a fare dalla fondazione Yahoo e Google. Però c'è anche da dire che 2 miliardi di fatturato su internet oggi sono molto più facili che 5 o 6 anni fa.

Non conoscendo gli utili di Facebook, l'unico parametro pubblico, anche se stimato è il fatturato. Cosa succede se confrontiamo questo parametro e la capitalizzazione di qualche altro mostro tecnologico?


Apple Microsoft Google IBM
Capitalizzazione 303 240 192 183
Fatturato (miliardi di dollari) 65 65 27 98
Multiplo 4,66 3,69 7,11 1,86
Utili (miliardi di dollari) 14 20,6 7,93 14,39
Dividendi (%) 0 1.96 0 1.69
Dipendenti 49.400 89.000 23.331 399.409
Dati societari (Fonte Wolfram Alpha)

Se a matematica non è un'opinione Apple, Microsoft, Google, IBM hanno dei multipli molto più bassi, con dei fatturati molto più alti ed utili che da soli valgono diverse volte il fatturato annuale di Facebook.

Ripeto io non sono un analista finanziario, però la mia modesta opinione è che una volta che Facebook sarà lanciata in borsa probabilmente all'inizio sarà n grande affare. Euforia, grossi aumenti di valore delle azioni. Però passati i primi tempi, se il fatturato non continua a raddoppiare ogni anno e soprattutto se non si producono gli utili, allora da un grosso affare si tramuterà in una grossa perdita.
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