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Le app sono il futuro dell'informazione tradizionale?

Gli editori inseguono il modello della app per i tablet per rispondere alla crisi dell'informazione su carta. Ma siamo sicuri che questa sia la strada giusta?
di Maurizio Ceravolo
Segnalo questo post interessante di Marco Cagnotti sul sito Stukhtra. Nelle sue considerazione si interroga sulla validità del modello delle app per risollevare la carta stampata.

Avevamo già parlato in passato in Tablet ed innovazione digitale uccideranno la carta stampata e in Murdoch annuncia The Daily, un quotidiano solo per l'iPad di carta stampato e del futuro dell'editoria. Adesso gli editori stanno cercando di inseguire la moda dei tablet e delle app.

Io sono fermamente convinto che in un futuro non propriamente prossimo, noi tutti ci informeremo tramite dei tablet come fanno i protagonisti di Star Trek. Però non sono sicuro che il modello delle app sia quello vincente, come in effetti si interroga Marco Cagnotti.

A proposito delle app, io personalmente ho già una perplessità. La frammentazione del mercato dei sistemi operativi mobili. Chi deve realizzare una app si deve prima interrogare a chi deve indirizzarla. iOs di Apple è praticamente un must. E poi? Sul mercato mobile, come abbiamo più volte detto, ci sono diversi attori: Android, Windows Phone 7, Bada di Samsung, Symbian e il nascente MeeGo di Nokia e più relegato in un cantuccio Blackberry, che malgrado sia il principale attore negli Stati Uniti, è quello che meno riesce a raccogliere le stime degli sviluppatori.

Dal mio punto di vista, a meno che non costretto da un cliente, non svilupperò mai in piattaforma Blackberry. Una volta ho parlato con un commerciale di RIM (l'azienda che produce questi telefoni) che mi ha illustrato i notevoli vantaggi di sviluppare su questi smartphone. Da ultimo a mezza voce, dopo un'ora che parlava, e che soprattutto RIM mi avrebbe messo in contatto con aziende che hanno bisogno di sviluppare software per Blackberry, mi ha informato che per iniziare, per avere tutte le licenze che mi servivano, dovevo pagare 4.000 euro. E sinceramente 4.000 mila euro per fare qualche esperimento, mi sembrano proprio un regalo a RIM. Preferisco investirli in altre cose molto più produttive, che avere la promessa di RIM che mi farà lavorare.

A questi sistemi operativi mobili, in futuro si potrebbe aggiungere anche Windows 8. E si. La prossima versione di Windows. Microsoft non vuole essere tenuta fuori dal mercato dei tablet, che dopo la scommessa fatta da Apple, pare essere un mercato in esplosione, in contrapposizione al mercato saturo dei netbook. La strategia del colosso di Seattle è ben diversa da quella di Apple e Google. iOs e Android sono la piattaforma per smartphone e tablet (anche se Google non lo voglia ufficialmente su questi ultimi). Microsoft vede Windows Phone 7 sugli smartphone e Windows invece sui tablet. Però allo stato attuale c'è un problema. Windows è disegnato per i processori della famiglia x86, che non sono sufficientemente parchi di energia per i tablet.

I processori che vanno per la maggiore per i dispositivi mobili sono quelli di ARM. Società poco nota ai più, ma molto importante nel mondo mobile. E' una società di ricerca più che industriale. Sviluppa le architetture e poi le concede in licenza ai produttori. Microsoft già ci lavora da tanti anni insieme, in quanto a partire da Windows CE, poi Windows Mobile ed infine Windows Phone 7, il colosso di Seattle ha sempre, sui palmari prima e sugli smartphone poi, supportato l'architettura ARM.

È notizia di questi giorni che Windows 8 supporterà oltre che ai processori della famiglia x86, anche quelli basati su archittettura ARM. Il che vuol dire che entro un paio di anni, ci sarà un nuovo possente antagonista sul mercato dei tablet.

A questo punto chi decide di fare un app, non dovrà farne una ma diverse, se vuole raggiungere tutti gli utenti. E questo ovviamente aumenta i costi di sviluppo, di manutenzione di assistenza agli utenti. Perchè potrebbe esserci un problema nella versione iOs, ma non in quella Android. Potrebbe accadere un problema di rendering su quella Meego, ma non in quella Windows Phone 7. Non era meglio il vecchio caro web, dove fai un sito ed è per tutti?

Potrei sbagliarmi, ma secondo me, l'editoria si butterà nei prossimi due o tre anni sulle app, spendendo un bel po' di soldi, per cercare un modello redditizio, fino a che non uscirà qualcuno che tirerà fuori un sistema multipiattaforma in cui gli utenti potranno scegliere di leggere le notizie fra migliaia di fornitori diversi e comporsi il proprio giornale autonomamente. Un misto fra un rss reader ed iTunes. Il sistema impagina le notizie come se fosse un giornale vero, però con notizie che vengono da fornitori diversi. È lo stesso modello vincente di iTunes. Gli utenti non comprano più gli album, comprano solo le canzoni che gli interessano. Chi compra Repubblica o il Messaggero, non legge tutte le notizie di ogni pagina. Ci potrà essere secondo me sia il modello a pagamento che quello pagato sulla pubblicità. Saranno gli stessi editori a scegliere se una notizia la vogliono vendere o la vogliono dare gratuitamente con la pubblicità.

Per adesso il candidato più probabile a realizzare una cosa del genere è Google. Ha da un annetto tirato fuori una piattaforma sperimentale che si chiama Fast Flip, che non è altro che una interfaccia nuova per Google News, e che potrebbe essere il precursore di quello che potrebbe accadere fra un paio d'anni. Google avrebbe i mezzi e soprattutto questa operazione sarebbe nei suoi interessi. Sarebbe un nuovo veicolo per fornire pubblicità targhettizzata a tutto il mondo. Tagliando fuori tutte le concessionarie di pubblicità dalle carta stampata. Diventando di fatto, sempre di più il maggior fornitore di pubblicità mondiale. Sta cercando di fare lo stesso giochetto nel mondo televisivo, infilando in tutte le case del mondo la Google TV, perchè non dovrebbe fare la stessa cosa nella carta stampata?

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