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Open Source contro Software a pagamento

Cosa è meglio fra Open Source e Software a pagamento? Sui forum si fronteggiano sempre due fazioni, come se fossero ultrà sulle curve degli stadi. Facciamo un'analisi.
di Maurizio Ceravolo
Prima di dire qualunque cosa è bene dare un chiarimento sul titolo, che non è propriamente corretto. Spesso il termine Open Source è associato al termine di Software Libero, gratuito, ma in effetti non è così. Diverse società vendono software rilasciando anche il codice sorgente, in modo che il cliente possa modificarlo nel caso ne abbia bisogno. In base a questo il titolo corretto sarebbe dovuto essere Software Libero (o gratuito) contro Software a pagamento, però forse sarebbe stato meno chiaro, perchè i Media non fanno altro che parlare di Open Source, ma senza effettivamente sapere cosa sia. Come tutte le volte che i giornalisti parlano di scienza e tecnologia.

I Media ultimamente spesso riportano notizie di stati o regioni che decidono di passare all'Open Source (o meglio al software libero) per diminuire i costi. Sicuramente diminuiscono i costi di licenza, ma siamo sicuri che diminuiscono tutti i costi?

Forse sto per dire una cosa un po' impopolare, però il fatto di passare all'open source non implica automaticamente una diminuzione dei costi.

Ho avuto qualche tempo fa una discussione con una persona, che aveva sul suo posto di lavoro, provato a rifare la postazione tipo usando solo software libero. Aveva fatto un bel lavoro, però gli era stato bocciato con due parole senza alcuna motivazione. Era abbastanza mortificato dalla cosa. Quello che gli ho detto io è stato: "Sicuramente il lavoro che hai fatto è ottimo, ed hai dimostrato che tu puoi lavorare su con computer con Ubuntu. Ma tutti lo possono?"

Riflettiamo su una cosa. Le licenze non sono l'unico costo che può avere un'azienda.

Cambiare applicativi e sistemi operativi può essere divertente ed una sfida per un geek come noi. Ma i normali impiegati?

Quelli vanno formati ad usare un nuovo sistema. Windows ce l'hanno anche a casa e la maggior parte lo sa già usare. Per usare Ubuntu, anche per il fatto che la calcolatrice sta da un'altra parte ci vuole formazione. E quella costa.

Io partecipato alcune volte come supervisore in progetti di formazione di informatica di base in grosse aziende o ministeri. Per la maggior parte degli impiegati, cose che per noi sono scontate, per loro non lo sono.

Faccio un esempio pratico. Metti queste persone in un aula e digli di centrare una scritta su un documento.

Tu che sei un normale utente smanettone o geek cosa fai? Selezioni la scritta è schiacci il punsante centra. La maggior parte di loro, fanno partire la "mitraglietta". Inizi a sentire che iniziano a schiacciare lo spazio come farebbero su una macchina da scrivere.

Quanto ti costa formare queste persone? E fargli capire che quel tasto con quella icona che prima trovavano a destra sullo schermo è lo stesso che trovi alla sinistra?

Sembra paradossale ma è così.

Poi ci sta il problema delle eventuali incompatibilità. Immaginate che un cliente mandi un banalissimo documento di Word dove ci sono delle cose non compatibili con la tua applicazione su Ubuntu. Se lo chiamate per farvelo risalvare, di certo non fate una bella figura e poi si perde tempo (che sono soldi perchè abbassa la produttività).

Altro grosso problema, l'assistenza e il supporto. Quando si sta con l'open source si è un po' abbandonati a se stessi.

Faccio un esempio. Qualche anno fa noi di ideativi, abbiamo dovuto integrare, in un software di gestione di call center, un centralino voip. La prima richiesta è stata integrare Asterisk, centralino open source. Molto potente. Ma pochissimo supporto. Lo integriamo, funziona. Ma sui server dove poi il prodotto andava installato, ogni tanto usciva fuori un problema bloccante, che costringe a riavviare il server. Asterisk si impallava e non si riavviava più. Unica soluzione, cercare sui forum. Ok ho il sorgente, ma per capire come è scritto e tutti i flussi, non posso perdere qualche mese. Altrimenti me lo facevo da solo un centralino voip. Al cliente la cosa non piaceva, perchè ogni volta, che il centralino si bloccava, si fermava tutto il lavoro. La decisione è stata di passare a Reitek. Soluzione a pagamento, però da paura. In pochi giorni lo integriamo. 
Con qualasiasi problema durante lo sviluppo, alziamo il telefono e ci guidano alla soluzione. Gira come un orologio da anni.

Se ti mandano un aggiornamento e fanno qualche errore, i danni li pagano loro. Se ti affidi all'open source, non puoi fare causa a nessuno.

Altro caso. Ho dovuto fare il passaggio di un sito fatto con vBulletin da un server all'altro e si passava da mysql 4 a mysql 5.1 se non ricordo male. vBulletin è un forum, distribuito in open source, a pagamento, ma che si basa su linux, php e mysql, che non hanno costi di licenza. 

Per essere precisi, ci sarebbe da dire, che anche se mysql è in free download, la licenza in alcuni casi andrebbe pagata.

Ero obbligato, per via della configurazione di origine e di destinazione, ad usare strumenti diversi per il backup e il ripristino del database. E' stato un film, due giorni solo per questa operazione. Falliva di continuo. Dopo che ci sono riuscito. Ho dovuto fare anche un upgrade di vbulletin, che falliva. Contattata l'assistenza di vbulletin "a pagamento", era un problema noto. L'unica cosa che potevano fare è intervenire loro direttamente a pagamento ed ho dovuto dargli le chiavi del server, perchè sono dovuti intervenire loro in desktop remoto.
Alla fine il passaggio è stato fatto, ma non erano più funzionanti diversi plugin di vbulletin, open source.

In tutti questi casi non è stata pagata la licenza (a parte quella di vbulletin), ma sono venuti fuori altri costi dovuti al tempo perso. Come questo posso fare tanti altri casi, ma non aggiungerebbe nulla al concetto.

Con questo non voglio dire che l'open source è da buttare. Anzi. Però non è la panacea di tutti i mali, e non significa automaticamente risparmio di costi.

Valuto sempre caso per caso, se conviene utilizzare una soluzione open o una soluzione a pagamento. Non valutando solo i costi di licenza, ma anche prestazioni, assistenza, tempi di sviluppo, manutenibilità, evoluzione nel tempo e formazione.

Ovviamente è una mia opinione personale. Non pretendo che sia accettata come dogma.

In chiusura vi segnalo questo post su una esperienza "open" con Wordpress di Fabio Lalli, professionista IT e blogger, fautore del software libero.
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