Blog
home > blog > Il Doodle di Les Paul è costato al mondo 268 milioni di dollari

Tag: Google, Doodle

Il Doodle di Les Paul è costato al mondo 268 milioni di dollari

ExtremeTech ha fatto un conto di quanto è costato in produttività del mondo il Doodle dedicato a Les Paul. Vediamo come hanno fatto il conto.
di Maurizio Ceravolo
Ve lo ricordate il post in cui abbiamo parlato del cantante che ha suonato Hey Jude con il Doodle dedicato a Les Paul?

ExtremeTech si è presa la briga di fare un calcolo di quanto è costato al mondo, tutte le persone che hanno perso tempo per giochicchiare con il logo celebrativo di Google.

Il conto è abbastanza semplice. In questo mese, giugno 2011, Google ha avuto una media di 740 milioni di visitatori al giorno. Nei due giorni in cui è stato pubblicato il Doodle dedicato a Les Paul, c'è stata una permanenza media in più sulla homepage del motore di ricerca di circa 26 secondi. Tempo in cui le persone sono state a provare a suonare la chitarra del logo.

Quindi 26 secondi per 740 milioni per due giorni fa la bellezza di circa 10,7 milioni di ore. Assumendo un costo del lavoro orario di 25 dollari, otteniamo che quel logo animato è costato 268 milioni di dollari di produttività nel mondo.

Ovviamente è solo un esercizio intellettuale. Magari molte persone l'hanno usato durante la pausa sigaretta, a pranzo oppure nel tempo libero. Però fa impressione vedere quanto una modifica ad una homepage, possa influire sul mondo.

ExtremeTech non si è fermata qui. Ha fatto i conti in tasca anche a Google. Quel logo era realizzato con HTML 5, javascript ed un flash per l'audio, per un peso totale di 180KB. Che per quei due giorni è significato un aumento di banda di 248TB (TeraByte). Che ad un normale prezzo di mercato equivalgono a circa 9.920 dollari su una CDN commerciale.

La parte finale del conto mi convince di meno. Parla dei costi di elettricità. Ovvero quanta energia hanno consumato i processori per far girare il logo e la sua programmazione in javascript. Supponendo 5 w, alla fine dei due giorni hanno calcolato un totale di quasi 52 MWh equivalenti a circa 5.180 dollari, che però imputano a Google. Se quello è il costo energetico per mandare in esecuzione il Doodle, allora questo non è corretto. Perchè quella è l'energia usata dai computer degli utenti. Il logo non viene eseguito sui server di Google, lì sono solo memorizzati i file. Quindi i 5.000 dollari di energia in più vanno imputati al mondo.

Tutto questo lascia pensare due cose.

  • quanto Google riesce ad influenzare il mondo con le sue iniziative. E per questo guadagna montagne di soldi con la pubblicità.
  • quanta energia può essere sprecata con delle modifiche alla homepage di Google. Riuscendo a produrre processori e hardware più parchi di energia, il mondo sarebbe più pulito e ci sarebbero minori costi energetici. Internet, server farm, computer, iniziano ad essere una bella fetta del consumo energetico mondiale.
E guarda caso Google fra le sue attività sta anche investendo nell'energia verde.
Post correlati
2011
5
Settembre
Google celebra Freddie Mercury con un Doodle
Maurizio Ceravolo
Google celebra la nascita del frontman dei Queen con un Doodle animato, molto bello e suggestivo, che possiamo vedere in un video, con le note di Don't Stop Me Now.
2011
10
Giugno
Hey Jude cantata con il Doodle di Google
Maurizio Ceravolo
Il 9/06/2011 Google ha celebrato con un Doodle animato sonoro, l'anniversario di nascita di Les Paul. C'è chi l'ha usato per accompagnare una canzone e creare un video virale.
2011
27
Settembre
Google +1 sulle pubblicità di Google
Maurizio Ceravolo
La contaminazione social di Google procede speditamente, dai primi di ottobre il +1 sarà presente su tutte le pubblicità del network pubblicitario del colosso delle ricerche.
2011
3
Ottobre
Google Analytics non riconosce Windows Phone 7
Maurizio Ceravolo
Google non vuole riconoscere l'esistenza di Windows Phone 7, lo ostacola su YouTube, non converte le sue app per questo OS e non esiste nemmeno su Analytics.
2012
27
Agosto
Perché è utile misurare le interazioni su Google+
Maurizio Ceravolo
Gestire il proprio personal brand o la pagina Google+ della propria azienda significa mettere in atto una strategia. Per lavorare al meglio servono, però, degli strumenti di analisi.


Archivio Mensile Blog
Tag Cloud
Apple brevetti english evoluzionismo digitale Facebook geek Geolocalizzazione Google Google+ guida humor IBM infografica innovazione Microsoft mobile SERP social network video viral
Ultimi Post
I migliori di oggi
I più popolari del mese
Top post