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Tag: Facebook, social network, finanza, economia

La bolla di Facebook sta per scoppiare?

Adesso pare che Facebook valga 100 miliardi, dai 50 di inizio anno. La quotazione in borsa sembra imminente, però molti dipendenti si stanno liberando delle azioni.
di Maurizio Ceravolo
A gennaio avevamo parlato del fatto che Facebook fosse valutata 50 miliardi. Adesso il valore stimato è di ben 100 miliardi di dollari.

Vi rimando al post precedente per tutte le considerazioni di quanto queste valutazioni siano eccessive in base ai fondamentali economici della società.

Una ulteriore riprova di quanto sia eccessiva questa quotazione viene da alcune "informazioni interne".

Come è noto Facebook non è ancora quotata in borsa, però pare imminente una IPO. Notizia che in casi normali dovrebbe riempire di gioia i dipendenti, in quanto in questo modo potrebbero monetizzare le azioni in loro possesso.

Invece si sta verificando un evento abbastanza anomalo. Molti dipendenti si stanno licenziando.

Facebook prima dava ai suoi dipendenti azioni della società come premi, però non permetteva di venderle. Per questo molti dipendenti si licenziavano per poter essere liberi di vendere le loro quote e monetizzare. Per questo il gigante di Palo Alto ha deciso di permettere ai dipendenti di vendere di tanto in tanto parte delle loro azioni.

Ma questo non ha frenato l'esodo. Diversi top manager hanno lasciato comunque la società, fra questi troviamo Jim Midgal, Business Developer Director, Marcel Laverdet, ingegnere software (noto per aver infettato Facebook con un virus, ed invece di essere mandato denunciato è stato assunto), Jonathan Heiliger, Direttore delle Infrastrutture Tecnologiche.

Da notare che Jim Midgal scrive sulla sua pagina di Facebook, che la società di Palo Alto è la miglior azienda dove ha mai lavorato. Per quale motivo uno dovrebbe andarsene da un posto così? Semplice per trasformare in una montagna di soldi le azioni in proprio possesso, prima che possano deprezzarsi dopo l'ingresso in borsa. Attualmente la SEC, la società di controllo della borsa americana, non obbliga le società non quotate a dichiarare i loro bilanci, per questo i numeri di Facebook sono un po' coperti dal mistero, e dipanati solo con alcune stime. Una volta in borsa i fondamentali della società sarebbero agli occhi di tutti e quindi i 100 miliardi ora attribuiti potrebbero essere molto meno.

Aggiungiamo che ora Google ha lanciato il suo social network Google+, che sta avendo un enorme successo nei primi giorni e questo potrebbe essere un freno per la crescita di Facebook, che a differenza del colosso di Mountain View non ha un ecosistema con cui integrarsi (posta, mobile, motore di ricerca).

Da sviluppatore vedo molto promettente il social network di Google, e penso che Facebook lo tema. Subito dopo il lancio di Google+, Mark Zuckerberg ha annunciato in una settimana novità fantastiche sulla sua creatura. Che voglia cercare di distogliere l'attenzione?
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