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Google+ avrà i profili business

Jeff Huber di Google ha confermato che presto sul Google+ saranno presenti profili business per aiutare piccole e medie imprese a sviluppare i loro affari.
di Maurizio Ceravolo
Google+ è stato lanciato da pochi giorni con tante funzionalità, ma pare che le novità non siano finite. Il successo è evidente, tante persone stanno traslocando sul nuovo social network e Facebook sembra un affaticato campione che si barrica nella sua metà campo per arginare le folate di una matricola sottovalutata.

Dalle parti di Palo Alto stanno in fretta e furia cercando di arginare il fenomeno. Hanno da pochi giorni bloccato un plugin per Chrome, il broswer di Google, che permetteva di esportare i propri contatti Facebook sul nuovo social network. Inoltre 4 ingegneri di Zuckerberg hanno sviluppato una applicazione che si chiama CircleHack, che sembra in tutto e per tutto i Circle di Google+. L'applicazione non è ufficiale, però potrebbe essere fatto appositamente per vedere la risposta degli utenti.

Intanto che Facebook si difende, Google attacca, e come suo solito, ad una velocità impressionante. Jeff Huber, Senior Vice President, Commerce & Local at Google, ha annunciato che presto saranno presenti anche i profili business, analogamente alla fan page di Facebook.

In proposito ha dichiarato: "yes, we will have (smb) business profile pages on Google+. I can’t announce a launch date yet, but we want to make them *great*, and we’re coding as fast as we can", ovvero avremo i profili business per piccole e medie imprese su Google+. Ancora non posso annunciare la data di rilascio, ma vogliamo fare le cose in grande. E stiamo cercando di programmare più veloce che possiamo.

A questo punto la mia curiosità cresce. In effetti Google ha già dei profili business con Google Places dentro Maps. Probabilmente le due cose andranno ad integrarsi. Quello che un'azienda scrive dentro a Google+ andrà a posizionarsi anche dentro Google Places e viceversa. Dando la possibilità a chi usa come strumento Maps per trovare imprese commerciali di avere maggiori informazioni. 

Direi un'ammazza PagineGialle (che già si trova in cattive acque come potete leggere su questo articolo di Wall Street Italia, sito finanziario, di cui noi di ideativi curiamo gli aspetti tecnici). Si potrebbe avere gratuitamente quello che la società italiana fa pagare a caro prezzo. La Seat, proprietaria delle Pagine Gialle, non da listini pubblici dei propri servizi. Per conoscerli ho dovuto mettermi in contatto con un loro commerciale. Un anno di una scheda di 1 (UNA) pagina costa 300 euro. Un mini sito di 4 pagine, con una grafica standard, osceno, costa ben 700 euro l'anno (anzi, a partire da...). Ma di questo probabilmente ne parlerò in futuro.

Considerando che Google Maps è uno strumento molto più usato dalle persone, pensate che gli inserzionisti preferiscano pagare per avere 4 pagine in croce poco modificabili, oppure avere gratis, uno strumento social e geolocalizzato, con il quale comunicare le proprie offerte e permettere che si propaghino con il passaparola?

In questo modo a mio avviso aumenterà di molto la presenza di aziende fisiche su Google Places e questo permetterà di iniziare a sviluppare un servizio passato in sordina come i Coupon, tramite il quale le aziende potevano distribuire dei buoni ai clienti tramite Google Maps. Da qui ad un nuovo business il passo è breve. Ricordate che a dicembre Google aveva offerto 2.5 miliardi di dollari per acquisire Groupon? Offerta rifiutata e rimandata al mittente, per il desiderio di quotarsi in borsa ed aspirare ad una capitalizzazione di 10 miliardi. Una mossa probabilmente sbagliata, il meccanismo dei Deals (le offerte scontate promozionali mandate ai clienti) è facilmente copiabile, ed infatti Groupon ha decine di imitatori. Quanto impiegherà Google ha realizzare la sua piattaforma di Deals collegata al fortissimo Android su mobile, a Google Shopping, a Google+, a Google Places e a Google Maps? Io penso molto poco.

A quel punto ci sarà un nuovo fiume di denaro che sfocierà nel mare di Mountain View.

Ultima nota su Jeff Huber. Ha dichiarato che d'ora in poi utilizzare Google+ e non più Twitter per comunicare le novità. In effetti il modello di Google+ si pone a metà fra Facebook e Twitter. In quanto il nuovo social network si può utilizzare sia per comunicare ad amici stretti e che a tutto il mondo.

Su Google+ ho già trovato i profili di altri pezzi grossi di Google come il CEO Larry Page, o uno dei suoi vice Vic Gundotra, il responsabile del progetto Google+. Soprattutto il secondo è attivissimo, partecipa a diverse video chat, comunica le novità, è in prima persona attivo a spingere il social network. È come se Mark Zuckerberg venisse in chat da voi a mostrarvi una nuova funzionalità di Facebook. Oppure se facciamo un paragone italiano è come se Briatore facesse il volantinaggio ai semafori, dandovi gli inviti per il suo Billionaire. :-)
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