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Google+: per 80 minuti finito lo spazio disco

Vic Gundotra sul suo profilo di Google+, ha spiegato la causa di invii ripetuti di mail dal social network. Anche i grandi fanno errori banali.
di Maurizio Ceravolo
Come sapete da quando c'è Google+, seguo molto il profilo di Vic Gundotra, Senior Vice President di Google. Ieri pomeriggio ha scritto una cosa che mi ha stupito non poco.

Ha detto chiaro e tondo la causa di un problema che ha avuto il social network. Per 80 minuti ha mandato ripetutamente le stesse mail di notifica, causando spam.

Gundotra si è scusato con tutti gli utenti dichiarando in questo post: "Please accept our apologies for the spam we caused this afternoon. For about 80 minutes we ran out of disk space on the service that keeps track of notifications. Hence our system continued to try sending notifications. Over, and over again. Yikes. We didn't expect to hit these high thresholds so quickly, but we should have. Thank you for helping us during this field trial, and once again, we are very sorry for the spam."

Quello che mi ha stupito, è che, contrariamente come viene fatto di solito dalle grandi aziende, non ha minimizzato, non ho trovato scusanti o problemi non ipotizzabili. Ha detto chiaro e tondo. Abbiamo fatto un errore banale, ne prendiamo atto e ci scusiamo con tutti per il disagio che abbiamo causato.

Ma quale è stato questo errore banale? Per chi non è anglofono, la risposta è questa. Hanno finito lo spazio disco. :-) Ebbene si, hanno sottovalutato il successo del loro social network, e non hanno monitorato i dischi dei sistemi. In questi casi quando, come nel caso di Google+, occorre mandare una enorme mole di mail, si mettono su dei sistemi che si occupano dell'accodamento e della spedizione delle mail. In pratica si fa una lista delle mail da spedire, generalmente la si salva su un database, e dopo che la mail è stata spedita correttamente, si scrive su quella lista che la mail è stata spedita e la data di spedizione. Il sistema cerca nella lista tutte le mail che non hanno data di spedizione e cerca di mandarle. In questo caso, dato che era finito lo spazio disco, non era più possibile salvare i dati delle mail spedite, e quindi venivano spedite, di nuovo, e di nuovo, e di nuovo. Causando spam nelle caselle degli utenti.

Non so voi, ma a me come sviluppatore, da un po' di sollievo sapere che anche i grandi come Google fanno errori banali. Mi farà sentire un po' meglio quando ne farò uno io. :-) Purtroppo, come in ogni campo, gli errori possono essere minimizzati, ma è impossibile portarli a zero. Ovviamente l'impegno che come sviluppatore ho, è di elaborare procedure di lavoro, che aiutino a non incorrere negli errori. Non è facile, ma se lo fosse non ci divertiremmo se non potessimo migliorare. :-)

Happy coding. :-)
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