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Social Media Sobriety Test: evitiamo di comprometterci

Con l'avvento dei social network, il problema di privacy più grosso sei tu. Ecco un software per evitare le figuracce.
di Maurizio Ceravolo
Sono mesi che si susseguono i articoli e polemiche sulla privacy, in particolare su Facebook e su Google.

Però secondo me, il faro andrebbe puntato da un'altra parte. Come nell'ambito della sicurezza, il problema più grosso è l'uomo! Puoi tirare su i più grossi sistemi di sicurezza, però se poi lasci le chiavi attaccate alla toppa della porta di casa, allora è tutto inutile.

La stessa cosa vale per la privacy. Quando si scrive qualcosa su internet, se ne perde il controllo e ci si potrebbe pentire. Sono all'ordine del giorno le persone licenziate perchè dicevano di stare male, e poi postano le foto al mare, oppure come il ladro che nell'appartamento svaligiato ha avuto il bisogno impellente di aggiornare il suo status su Facebook. Sono cose che fanno sorridere. Però in effetti la situazione è chiara. A tutti piace chiaccherare, mostrare agli altri, vantarsi. E cosa di meglio di internet o di un social network. Però poi ci si potrebbe pentire.

Peggio ancora andare su Facebook, dopo una notte brava in discoteca, annebbiati dai fumi dell'alcol. Potremmo scrivere cose di cui pentirci. Si sa, in vino veritas.

Per questo Webroot Software ha creato Social Media Sobriety Test, un software che permette di bloccare i social network in orari programmati. Se in quegli orari si prova ad accedere, occorre superare un test che dimostri di essere lucidi. Come potete vedere nel video successivo.

Loro hanno realizzato questo software, basandosi su un problema che affligge milioni di persone, il drug posting, ovvero il postare sotto l'effetto di sostare stupefacenti. :-)
Sicuramente è un'idea interessante, molto virale sotto l'effetto del markting.

La tecnologia è una gran cosa, però non potrà mai evitare cose del genere.....(cliccate per espandere)

 

Facebook Fail
Facebook Fail (Fonte Faccialibro.org)

 

La nostra ignoranza raggiunge mondi sempre più lontani. (Stanislaw Jerzy Lec)

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