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La qualità dei commenti su Google+ e Facebook

È stato fatto un confronto sui commenti dei post di Tom Anderson (fondatore di MySpace) su Google+ e Facebook. Emergono differenze sostanziali. Ma sarà per sempre?
di Maurizio Ceravolo
Tom Anderson, è un nome sconosciuto ai più, però può essere considerato il papà spirituale del più famoso Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook. Questo perchè Tom è stato il fondatore di MySpace, il primo social network ad aver raggiunto numeri enormi. MySpace è stato per alcuni anni, un fenomeno della rete, riuscendo ad arrivare ad essere il quinto sito del mondo per traffico. Tanto da essere comprato nel 2005 da News Corporation (del magnate Rupert Murdock) per 580 milioni di dollari. Con l'avvento di Facebook, Myspace è andato in lento ed inesorabile declino (vedi Social crack, il triste declino di MySpace), tanto da essere svenduto a Justin Timberlake a giugno 2011 per soli 35 milioni di dollari.

I soldi di Murdock hanno reso ricco Tom Anderson, tanto da fargli dire di essere felicemente in pensione a soli 40 anni.

Adesso si dedica a scrivere le sue opinioni sui social network, con decine di migliaia di persone che lo seguono. Steve Mayne, un programmatore con un profilo su Google+, ha fatto un interessante confronto dei commenti ai post di Tom Anderson su Facebook e su Google+. Ogni post di Tom ha centinaia di commenti. Su Google+ il massimo è di 500 e di solito finiscono in pochi minuti. In un post Steve Mayne ha postato due catture (che riporto qui di seguito) sui commenti a Tom Anderson su Facebook e su Google+.


Tom Anderson commenti su Facebook
Commenti su Facebook ai post di Tom Anderson

Tom Anderson commenti su Google+
Commenti su Google+ ai post di Tom Anderson

Anche se non conoscete l'inglese, è facile capire che la qualità dei commenti è ben diversa sui due social network. Su Facebook prevalgono commenti inutili del tipo, "si", "bravoooo", "sei il migliore", mentre su Google+ i commenti sono vere considerazioni e riflessioni su quello che posta Tom Anderson.

La prima conseguenza che si potrebbe trarre è che Google+ coinvolga di più gli utenti, li spinga ad essere più concreti e meno superficiali che su Facebook. Però è troppo approssimativo darlo come legge. Prima di tutto, il campione è troppo limitato, occorrerebbe analizzare centinaia di post e i loro commenti, per trarre delle conclusioni con validità statistiche.

Io penso che la differenza stia nelle persone che sono presenti, in questo momento, sui due social network. Fino a pochi giorni fa Google+ era aperto solo su invito, ed erano presenti per la maggior parte geek, persone di una cultura informatica superiore alla media, mentre Facebook è uno spaccato del mondo. Per questo su Google+ i commenti sono spesso più sensati di quelli che possono venire scritti su Facebook. Probabilmente con l'aumento degli utenti su Google+ le differenze si attenueranno, anche se il diverso modello di connessione asimmetrica, potrebbe far mantenere un po' di differenza nella qualità dei commenti.

Per trarre conclusioni più certe però dovremo aspettare almeno un annetto e vedere come si evolve il nuovo social network di Google. 
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