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Libero.it passando da Google

L'analisi delle Web Stats alle volte rivela comportamenti curiosi da parte degli utenti. Tanti scrivono libero.it su Google invece che sul browser.
di Maurizio Ceravolo
Ogni giorno verifico su Google Analytics e su Google Webmaster Tools il comportamento dei siti che noi di ideativi seguiamo. Alle volte dallo studio di queste statistiche si scoprono curiosità a proposito delle ricerche del popolo della rete.

Oggi voglio parlare di una di queste curiosità, che mi ha colpito per i numeri che muove.

È noto che per molti utenti la homepage di Google è il principale punto di accesso ad internet, anzi per molti Google è internet. Sarà forse per l'interfaccia minimalista che stanno assumendo i principali browser, che sta aumentando l'area di visualizzazione delle pagine. Il dato di fatto è che molti usano il campo di ricerca della homepage di Google, alla stregua della barra degli indirizzi del browser.

Google Homepage
Per molti la homepage di Google è internet

Quindi molti se devono andare su un sito conosciuto, ad esempio il sito del giornale Repubblica, invece di scrivere sulla barra del browser, repubblica.it o www.repubblica.it, preferiscono scrivere repubblica su Google, aspettare la sua risposta(comunque velocissima) e poi cliccare sul primo risultato. Ci sarebbe la scorciatoia di schiacciare Mi sento fortunato (I'm Feeling Lucky nell'immagine qui sopra) che porta direttamente al primo risultato della ricerca, però non lo fa quasi nessuno.
Oltretutto tutti i moderni browser hanno il completamento degli indirizzi, quindi scrivendo già "repub", il browser completerebbe l'indirizzo e l'utente arriverebbe prima al sito desiderato. Eppure si preferisce passare per Google. E questo perchè, come ho già detto, per molti Google è internet, esattamente come qualche anno fa, per molti la e blu sul desktop (l'icona di explorer) era internet.

Guardando le statistiche su Google Webmaster Tools, si può scoprire quale sia il proprio CTR nelle query su Google. E quindi sapere quante volte siamo stati cliccati su una certa chiave di ricerca e quante volte invece il nostro sito è stato presente nelle stesse query. Per fare un esempio, magari possiamo scoprire che la parola chiave x è stata digitata in un mese 10 mila volte e di queste 100 hanno portato ad un click al vostro sito.

Nel caso di questo articolo, ho visto che la chiave "libero.it" è digitata fino a 60 mila volte al giorno su Google. E ripeto sessanta mila. In un giorno. La cosa interessante è che per il portale consumer di Wind gli utenti non scrivono libero su Google, a differenza di altri siti. Questo perchè Libero è anche un giornale ed è una parola di uso comune che potrebbe portare a dover scorrere la SERP di Google per cercare il sito di interesse. E quindi gli utenti scrivono libero.it, al posto di libero.

Quindi scrivono già l'indirizzo completo del sito e potrebbero quindi digitarlo sulla barra degli indirizzi ed arrivarci prima. E invece no, molti, per milioni di volte al mese, scrivono libero.it sulla homepage di Google.

Questo la dice lunga su quanto Google condizioni il comportamento degli utenti on line. Il che significa che Google intercetta il traffico di molti siti importanti e non, prima che gli utenti arrivino a loro.

Una delle considerazioni che mi fa venire in mente è che Google potrebbe rubare un po' di pubblicità a questi siti. Immaginate che voglia fare delle pubblicità sul sito PincoPallo, e mi chiedono x, poi vado da Google è chiedo di mettere un annuncio sponsorizzato nella SERP, quando l'utente scrive PincoPallo e l' vedo che mi costa la metà di x. A quel punto potrei pensare di prendere delle pubblicità di test su entrambi e vedere i ritorni, se il ritorno è simile a quel punto conviene prendere la pubblicità su Google. Ovviamente sono discorsi ipotetici.

Un'altra cosa che mi viene in mente è la seguente. Immaginate che io sia un concorrente di PincoPallo, con lo stesso tipo di pubblicità su Google potrei fare una pubblicità comparativa con PincoPallo, tanto so che quella chiave è digitata da suoi utenti che vogliono andare lì. Con un buon messaggio, potrei evidenziare i difetti di PincoPallo e drenare utenza. Magari accoppiandolo ad una buona campagna social, che faccia vedere un po' di +1 su quella pubblicità (se ricordate Google da ottobre inserirà il +1 sul suo advertising), il messaggio potrebbe essere rafforzato.

Ovviamente sono strategie da studiare bene, saltatemi in mente, vedendo le statistiche. Ci penserò ulteriormente e vi farò sapere. :-)
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