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Tag: fisica, ricerca, innovazione

Medaglia Planck a Giorgio Parisi per la fisica dei sistemi complessi

A Giorgio Parisi, ricercatore italiano in Italia, va il maggior riconoscimento della fisica dopo il Nobel. Terzo italiano dopo Enrico Fermi (1954) e Sergio Zumino (1989).
di Maurizio Ceravolo
Questa è la prima volta che mi trovo a parlare di fisica in questo blog. Lo faccio per due motivi. Il primo è che un argomento che a me piace molto. Il secondo è che la fisica ed in particolare la branca che studia i componenti infinitesimi della materia può fornire scoperte che rappresentano l'elettronica del domani.

L'ultima generazione di processori Intel è costruita con tecnologia a 32 nanometri, che è una grandezza così piccola che è difficile anche immaginare. 32 nanometri significa 32 miliardesimi di metro. Un nanometro è un milionesimo di millimetro. Qualcosa che non possiamo vedere ad occhio nudo. In un moderno processore trovano spazio alcuni miliardi (si miliardi) di transistor. Fra pochi anni inizieremo a contare gli atomi con cui sono costruiti i transistor. A queste grandezze non vale più la meccanica classica. Quella partita dagli studi di Isaac Newton (si quello della leggenda della mela in testa). A queste grandezze gli effetti della meccanica quantistica si fanno sentire e si faranno sempre più sentire quanto più si scende nell'infinitesimo.

Di queste cose ne parlerò più approfonditamente in un futuro post.

La notizia è un'altra. Il professor Giorgio Parisi, che lavora all'università La Sapienza di Roma, è stato insignito della medaglia Planck, che è il maggior riconoscimento mondiale nella fisica dopo il Nobel. E' il terzo italiano a ricevere questo premio, dopo Enrico Fermi (1954) e Sergio Zumino (1989). Lo stesso premio lo ricevette nel 1929 anche Albert Einstein. Il fatto di trovarsi in compagni di due mostri sacri della fisica come Fermi e Einstein, la dice lunga sulla caratura del premio.

Il professor Parisi, italiano che fa ricerca in Italia, è la dimostrazione, che in Italia le competenze ci sono, e riescono ad emergere anche con gli asfittici finanziamenti che ci sono qui. Se solo i politicanti capissero che un euro investito in ricerca è un capitale che si moltiplica negli anni. Con finanziamenti adeguati, potrebbero crescere altre persone geniali come Giorgio Parisi, capace di fare ricerca dalla fisica, alla biologia alla matematica.

Per chi vuole approfondire la notizia vi rimando a due articoli, uno su Repubblica ed uno Punto Informatico. Non mi piace ricopiare i testi da altri siti, per il dettaglio della notizia è meglio seguire i due link.
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